°°RECENSIONE LIBRI °°
 

TITOLO: Un indovino mi disse
AUTORE: Tiziano Terzani
EDITORE: TEA
ISBN-13: 9788850206131
ARGOMENTO: Narrativa

 
Racconta di ....
 
All’avvicinarsi del capodanno del 1992 Tiziano Terzani si trova di fronte ad una scelta difficile: anni addietro un indovino lo aveva avvertito di non volare durante l’anno che sta per iniziare, altrimenti avrebbe corso un gran rischio di morire.
Che fare? La sua mentalità occidentale fatica ad accettare la prospettiva che il cammino della nostra vita possa essere già segnato, d’altro canto vive da anni in Asia dove le persone lo considerano fatto apparentemente normale.
TT al fine sceglie di vivere quest’anno accettando il modo di pensare del continente che lo ospita. Pellegrinerà per terra e per mare e non mancherà a nessuno degli appuntamenti che il suo mestiere di giornalista gli richiede, anzi (fortuitamente?) riuscirà ad essere nel posto giusto al momento giusto. Incontrerà la piccola Asia, quella che dalle ali di un jet non avrebbe mai potuto vedere.

 
Osservazioni....
 

Per Terzani questo spostarsi con ritmi meno frenetici del passato si rivela una grande occasione. La lentezza diviene forma di conoscenza.
Nel libro si vedono crescere le radici che anni dopo porteranno l’autore a scrivere “Un altro giro di giostra” (cfr. recensione del mese di febbraio).

 
Rupert
 
Letture....
 

Due brevi brani.
Il primo nasce dall’incontro nella jungla con un gruppo di prigionieri del regime birmano condannati ai lavori forzati.

[…] E' strano stare davanti a una tale nefandezza, dover prendere mentalmente delle note, scattare delle foto senza dar troppo nell'occhio, cercare di non mettersi in pericolo, di non dare a quei disgraziati più problemi di quanti già ne avessero e accorgersi poi di non aver avuto neppure il tempo di commuoversi, di scambiare una parola di semplice umanità. Improvvisamente si hanno gli occhi su un abisso di dolore, si cerca di immaginarsene il fondo e la sola cosa che viene da chiedere è: «E quelle?» indicando le catene.

[…] E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e, al tempo stesso, di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti, avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che lascia traccia in un libro, è come se quei fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta.