°°RECENSIONE LIBRI °°
 

TITOLO: Il velo e lo specchio
AUTORE: Ivana Trevisani
EDITORE: Baldini Castoldi Dalai
ISBN: 88-8490-881-7
ARGOMENTO: Narrativa – Antropologia culturale

 
Racconta di....
 

La cura di sé come affermazione della propria identità femminile, al di là di qualsiasi stereotipo culturale o condizione politica.
Nel libro “ Il velo e lo specchio”, Ivana Trevisani , psicologa psicoterapeuta con formazione antropologica, racconta la pratica della bellezza come forma di resistenza politica, attraverso la voce diretta di donne incontrate nei viaggi di studio nei paesi arabi.
L’autrice vuole evidenziare le tante situazioni in cui la donna musulmana diventa protagonista attraverso i semplici ma importanti gesti della propria vita quotidiana.
E allora affiora una realtà perlopiù ignorata dagli occhi occidentali, dove la cura della bellezza - così scrive l’autrice - diviene una pratica politica, uno spostarsi dalla logica dello scambio del farsi bella per ottenere il consenso degli altri, alla conquista della libertà femminile del sentirsi bella.
Attraverso storie di vita, immagini poetiche e riflessioni, il lettore viene condotto nei luoghi dove la donna per tradizione è stata confinata, e viene coinvolto nella lenta e impercettibile rivoluzione in atto.

 
Osservazioni....
 

Nel libro mi colpisce fortemente l’invito alla riappropriazione di sè attraverso la cura di sé e, come dice la scrittrice Fatima Mernissi alle donne marocchine: “Mettiti i vestiti migliori, anche se non c’è occasione speciale, e ti sentirai una regina”.
La casa, l’hammam, diventano i luoghi in cui incontrarsi e scambiarsi i saperi, raccontarsi le conoscenze e le confidenze più intime, in una testimonianza che ha le caratteristiche delle soavi linee dell’henné e il profumo degli unguenti delle cerimonie nuziali.
Le atmosfere narrate sono spesso magiche ed evocano le gesta di Sherazade nelle “ Mille e una notte”, dove questa figura paradigmatica della bellezza e della sapienza femminile riesce a spostare - per mille e una notte- appunto, la propria condanna a morte, interrompendo il ciclo della violenza senza violenza.
Un’altra questione di cruciale importanza affrontata da Ivana Trevisani è quella del velo, emblema del pregiudizio spesso consolidato nei popoli occidentali”civilizzati”. Le donne musulmane cui si dà voce nel libro spiegano come in alcune situazioni indossare il velo abbia contribuito alla rappresentazione di sé nel mondo, e quanto, per contro, altre volte abbia pesato come un macigno sulla testa. La donna araba impegnata in politica ha invece riscoperto l’importanza strumentale del velo, ossia la possibilità di nascondere sotto il burqua o il chador la propria identità di ribelle al regime, così come è accaduto per le donne algerine o per le attiviste afghane.

 

Maria Teresa

 

Piccola lettura....
 

L’intero libro si pone come un invito ad un ascolto profondo, senza rancore né giudizio , per un’apertura ad un mondo in cui le diversità culturali arricchiscono più che dividere.
La bellezza delle cose, dei gesti e delle persone che le donne arabe coltivano nel libro
“Il velo e lo specchio”, salva dall’inaridimento dell’anima e conduce a coltivare la speranza verso un futuro più armonico.

Le donne islamiche riflettono, analizzano e discutono dello stato della situazione femminile nelle loro società, nella consapevolezza che vivere il presente non significa cancellare il rapporto col passato. Esse sono al contrario fermamente convinte che la sola via per riconoscerlo correttamente e mantenerlo vivo consista nel tentativo di armonizzare passato e presente, nuovo e antico , in una combinazione in cui la stessa cultura d’origine viene rielaborata e non rifiutata.
Non è forse il percorso che anche noi donne occidentali siamo chiamate a compiere?