°°RECENSIONE LIBRI °°
 

TITOLO: Datemi retta, qualcosa si può fare (per cambiare il mondo)
AUTORE: Isabel Losada
EDITORE: Feltrinellii
EAN: 9788807840692
ARGOMENTO: Esperienza di vita - temi sociali

 
Racconta di ....
 
“Concedimi la serenità di sopportare le cose che non posso cambiare
Il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare
E la saggezza per coglierne la differenza”

E’ da questa preghiera che Isabel Losada attrice, cantante ballerina e produttrice inglese che fino a quel momento pochissimo si era occupata di temi sociali, prende spunto per cercare di fare qualcosa di utile contro quella che lei considera una delle più grandi ingiustizie del mondo di oggi : la persecuzione del popolo Tibetano da parte del governo Cinese.
Il libro, autobiografico, racconta la storia della battaglia intrapresa da questa donna di Londra che munita da una forza di volontà fuori dal comune vuole dimostrare a se stessa che anche un singolo individuo può fare qualcosa contro una ingiustizia così grande provocata da una super potenza come la Cina.
Proprio il suo spirito combattivo innescherà una reazione a catena con risultati molto positivi per i quali Isabel verrà tra l’altro premiata con un invito del Dalai Lamaper un colloquio personale!


 
Osservazioni....
 

Scritto con humor e leggezza per parlare di un tema che leggero non è affatto.
Molto bello!

 
Eugenia
 
Letture....
 

A volte senti di dover fare qualcosa, vero? A volte ti trovi davanti a un’ingiustizia e pensi: “No, non può essere” e invece di limitarti a sospirare, spegnere la tv o gettare via il giornale, sai che è il momento di agire.
Se decidiamo di entrare in azione per una causa più grande di noi, una cosa in cui non esistono ragioni storiche per le quali dovremmo essere coinvolti, saremo forse inevitabilmente guardati con cinismo e additati come oggetto di derisione?Può essere. Ma a me piace far ridere la gente. Quindi il secondo problema è risolto.
A 15 anni il Dalai Lama diventava il leader politico del Tibet proprio nel momento in cui il suo paese veniva invaso dalla Cina comunista. Otto anni dopo, fra terrore, crudeltà e morte, era costretto ad abbandonare il suo popolo . Quando ho letto questa storia non ho potuto fare a meno di notare che, il giorno stesso della sua epica fuga sull‘ Himalaia,sono nata io. Un fagottino di gioia, almeno così diceva mia madre. Azione e gioia mi interessano (una questione seria può essere presa in considerazione con umorismo?Con gioia?) .
Le politiche cinesi hanno brutalizzato la cultura del Tibet, devastato l’ambiente e tentato di distruggere la pratica del buddismo, che è il fondamento della vita tibetana da oltre 1000 anni. Migliaia di monasteri sono stati distrutti e centinaia di migliaia di tibetani uccisi. Lo sapevate che oggi i Tibetani, anche monaci e monache, vengono imprigionati e torturati solo perché possiedono un’immagine del Dalai Lama? Vorrei fossero solo mie invenzioni.
Questo mi sembra uno dei più grandi crimini della storia moderna.
Come mai la Cina l’ha passata liscia per l’occupazione e la distruzione del Tibet?
Perché le cose continuano ad andare così?
Perchè il mondo sta combattendo il terrore con il terrore e non appoggia un uomo che ha parlato di non violenza per 50 anni?
Perché stiamo ignorando la voce più ragionevole del mondo?
E cosa può fare per questo una donna che abita a Londra in Battersela Park Road?
Tengo sempre con me la famosa preghiera della serenità:
“Concedimi la serenità di sopportare le cose che non posso cambiare
Il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare
E la saggezza per coglierne la differenza”
Questa sarà la mia guida.
Ecco dunque la mia ricerca. Capire la preghiera per imparare ad acquisire anche solo un pizzico di serenità, coraggio e saggezza. E forse cambiare un po’ il mondo.