°°RECENSIONE LIBRI °°
 

TITOLO: Un cane di nome mente
AUTORE: Swami Veda Bharati
EDITORE: Mimesis
ISBN : 978-88-8483-684-7
ARGOMENTO: Yoga e filosofia indiana

 
Racconta di ....
 

Addestrare la mente, proprio come fosse un cane fedele e ubbidiente, alla giusta azione, al comportamento equanime nelle relazioni interpersonali, di amicizia, lavoro o amore. L’autore propone da punti di vista sempre originali una filosofia personale della libertà che attinge alla metafisica indiana per suggerire l’attitudine mentale più efficace nei confronti dei grandi temi esistenziali: i misteri della nascita, il cammino della conoscenza, la relazione con la natura, l’amore, la malattia, la morte.
Uno straordinario vademecum filosofico che parte dalla coltivazione del Sé come presenza permanente e luminosa in grado di accompagnare l’uomo e dirigerlo verso una consapevolezza e una semplicità nel quotidiano che preludono al risveglio spirituale.


 
L'autore....
 

Swami Veda Bharati è nato a Dheradun (India) nel 1933. Già professore emerito di Sanscrito e religioni dell’India alla Minesota University (USA), ha scritto numerosi libri di saggistica e poesia sullo yoga, la filosofia indiana e la spiritualità. Da oltre cinquant’anni gira il mondo per tenere conferenze e guidare gruppi di yoga e meditazione in più di trenta paesi.

 
Lettura....
 

Un problema che dobbiamo cercare di comprendere riguarda l’abitudine mentale. Se pensiamo costantemente pensieri di un certo tipo, cosa potrà fare la povera mente? Dalla primissima infanzia le si dice:”Va bene, mente, sei libera. Pensa quel che vuoi pensare. Vedi quel che vuoi vedere. Coltiva qualsiasi emozione, negativa o positiva, ti senti di intrattenere”. Se avete un cane e non lo allenate mai, potete iniziare a farlo improvvisamente, quando ha otto anni di età?
Se mai dovessi avere un cane gli darei un nome, lo chiamerei Mente. E lo addestrerei in modo accurato, così che se gli dicessi “Mente, siedi”, si siederebbe, oppure “Mente, fermati!”, allora si fermerebbe. E’ il mio cane e spetta a me addestrarlo.
Così la meditazione consiste nell’addestrare il cane di vostra proprietà, la mente, in modo da imprimere in essa una nuova direzione. Se avete creato tensione, imparate a rilassarvi. Se avete prodotto negatività, imparate a divenire positivi. E allora la mente cambia in modo graduale, ma si tratta di un processo che ovviamente richiede tempo.
[...] Allo stesso modo sedere per la pratica di meditazione è come spazzolare i denti, fare la doccia o lavarsi il viso o portare gli abiti in lavanderia – portare la mente in meditazione per divenire puliti, calmi, più quieti e purificati. Ci vuole tempo per cambiare le abitudini mentali, per modificare il tipo di reazione abitudinaria che mostriamo verso l’ambiente circostante e che domina le nostre relazioni. Sta a noi scegliere il tipo di risposta.
[...] È in nostro potere farlo. Immaginate di essere in un posto qualsiasi, di essere soli. Il fatto di essere lontani e soli è oggettivo; è un fatto neutrale. In sé non è buono, né cattivo. Non si tratta di un fatto piacevole, né doloroso. Siete oggettivamente lontani, soli, distanti dagli amici, dalla famiglia. Quindi avete la possibilità di scegliere fra due emozioni: soffrire la solitudine o godere la solitudine. Si tratta di una scelta cosciente. Della vostra scelta.
Trovo che molte persone, quando entrano in una situazione – in ogni nuova situazione, persino voluta fortemente, come il posto di lavoro tanto desiderato, il matrimonio cui aspiravano – si chiedono: “Vediamo, come posso soffrire qui?”. E da quel momento soffrono. Se a me capita di entrare in una nuova situazione mi dico: “Come posso gioire qui?”. Perché dovrei soffrire le cose che mi farebbero soffrire? Perché non dovrei gioire delle cose che mi farebbero gioire? Così ne gioisco. Intendiamoci, richiede allenamento. Puoi sedere di mattina, di pomeriggio o sera – ogni volta che hai tempo – e lentamente eseguire gli esercizi di meditazione.