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"Che nulla ti disturbi, che nulla ti spaventi;
tutte le cose passano."
- S. Teresa d’Avila -

°° PENSIERI °°
YOGA E DINTORNI...
Invito al Silenzio

Nella tradizione Indiana c’è un giorno di silenzio annuale. E’ chiamato Mauni Amavasya. Mauni significa “di silenzio/per il silenzio”, amavasya “giorno senza luna”.
Questa giornata cade nel giorno di luna nuova del mese Maagha del calendario Hindu, quando il sole e la luna entrano nel segno del capricorno (makara rashi).
Per la tradizione indiana è il giorno in cui Manu, l’uomo archetipico, apparve per la prima volta sulla terra. Sposò Shata-roopa (colei che ha cento bellissime forme) e generò l’umanità.
Quest’anno (2015) la ricorrenza è il 20 gennaio del calendario occidentale.
Al di là che si accetti questa storia o meno, abbiamo bisogno di istituire un giorno di silenzio annuale.
Inoltre ci sono tanti santi cristiani che hanno insegnato il silenzio e sono numerosi i monasteri di diversi ordini dedicati al silenzio.
 Poiché sono entrato nel voto del silenzio per cinque anni, mi piacerebbe che molti dei miei amici condividessero il silenzio con me per un giorno, così come condividiamo l’ora di meditazione della luna piena ormai da più di dieci anni.
Se ci si organizza per tempo si possono sistemare le cose in modo che gli impegni quotidiani non interferiscano con il voto di silenzio di un giorno.
In questa giornata non si guida (eccetto per le emergenze), non si guarda la televisione, non si parla. Solo auto-osservazione, contemplazione, ripetizione di mantra, ed imparare a dare amore in silenzio mentre si impara ad amare il silenzio.

Swami Veda

India

L'India. Per questo ci torno, per questo mi sento a casa. L'India ha qualcosa di straordinario nella sua antichità. E’ una società vecchia, ma vecchia nel senso buono, cioè che ha visto tanta vita e tanta morte, tanta esperienza. E questo lo si sente, dal profondo, questo respiro dell’uomo, dell’umanità. E’ l’unico posto dove a volte mi par di vedere un senso nella cosa insensata che è la vita.

Tiziano Terzani

Seminare

Ciò che seminai nell’ira crebbe in una notte rigogliosamente ma la pioggia lo distrusse. Ciò che seminai con amore germinò lentamente, maturò tardi ma in benedetta abbondanza.

Konrad Lorenz 

Partenza - Cammina Cammina

Viaggiare a piedi è cosa da fare da soli, almeno una volta nella vita.
Un'avventura che ti cambia per sempre.
Non serve andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, basta molto meno.
Ovviamente i sedentari vi diranno di non farlo. 
Voi ignorateli: non serve un gran fisico, e i pericoli sono inferiori a quelli di un viaggio in automobile.
Il difficile è aprire la porta di casa e uscire.
È superare la vischiosità delle abitudini e i dubbi che accompagnano ogni partenza.
Una volta fuori, il più è fatto. Poi inizia la metamorfosi.

Il primo giorno sei sbilenco, pieno di timori, chino sul telefonino in attesa di chiamate dal mondo che abbandoni. Ti senti stupido e miserabile di fronte ai viaggiatori veloci.

Il secondo giorno prendi un pò ' di ritmo e quel ritmo genera musica nella testa. È il segno che il groppo sì scioglie. Sputi veleni e incameri pensieri. L'andatura comincia a miscelare memorie, fantasie. Vi accorgete di bere il doppio e mangiare la metà. Il corpo entra in un lavacro rigeneratore.

Il terzo giorno la solitudine non è più un problema. Anzi, il fatto di essere solivi facilita l'incontro. «Dove vai», «Da dove vieni», sono domande che nessuno vi farebbe se foste in gruppo. La persona sola che arriva sul sentiero con passo tranquillo incuriosisce a distanza.

Il quarto giorno tutte le vostre funzioni vitali sono tarate a meraviglia, le paturnie inutili sono sparite. Gli scaffali della mente sono spolverati e in ordine. Il passaggio dal sonno alla veglia è istantaneo e privo di incertezze. La pioggia o il caldo non sono più un problema per voi.

Il quinto giorno vi rendete conto con stupore di avere imparato a camminare. Lo capite dal rispetto con cui vi guarda la gente. Siete eretti, nobili. Irradiate calma e soddisfazione. Se avete un bastone da pellegrino è ancora meglio: il suo ritmo sincronizzato con la camminata manda segnali chiarissimi di autorità e forza.

Dal sesto in poi vi passa completamente la voglia di tornare. Camminate guardando solo avanti, i ponti con quello che sta dietro sono tagliati completamente. Vi prenderà voglia di sparire e cambiare identità. E in effetti siete diversi. Avete perso la vecchia pelle sullo stradone impolverato, come fa il serpente. Da quel momento potrete andare ovunque.

Paolo Rumiz

Osservare e ascoltare

Osservare e ascoltare sono una grande arte.
Dall'osservazione e dall'ascolto impariamo infinitamente più che non dai libri.
I libri sono necessari, ma l'osservazione e l'ascolto ti affinano i sensi.

Krishnamurti

L'attenzione cosciente

Stare attenti vuol dire vivere nel momento presente, non essere imprigionati nel passato e nemmeno anticipare eventi futuri che potrebbero non accadere. Allorche' siamo pienamente coscienti del momento presente, la vita si trasforma e l'ansia e lo stress scompaiono. Gran parte della vita se ne va nella febbrile anticipazione delle cose da fare e nella conseguente sospensione d'animo. Dovremmo imparare a fare un passo indietro nella liberta' e possibilita' del presente.

Bede Griffiths, monaco benedettino

Stando con te stesso... Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l'intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell'accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate. Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L'intelligenza è la porta della libertà e l'attenzione cosciente è la madre dell'intelligenza.

Nisargadatta Maharaj, maestro spirituale indiano

 

Se il vento..., Rabindranath Tagore

Se il vento spegne la luce,
le stelle appaiono:
nell’oscurità troviamo allora
le tracce del sentiero.

(da Sfulingo)

 

I (parte seconda) - Sonetti a Orfeo, Rainer Maria Rilke

Respiro, tu invisibile poema!
Spazio puro del mondo, col nostro essere
scambiato senza sosta. Contrappeso
in cui s’attua il mio ritmo.

Onda unica di cui
io volta a volta sono il mare;
più esiguo di ogni possibile mare –
spazio che si conquista.

Quante parti di questi spazi furono
già entro di me. Quanti venti
sono come miei figli.

Mi riconosci, aria, tu piena ancora di luoghi un tempo miei?
Tu, una volta delle mie parole
liscia scorza, rotondità e foglio.

VIANDANTE, Antonio Machado

Viandante son le tue orme la via e nulla più;
viandante non c'è via la via si fa con l'andare.
Con l'andare si fa la via,
e nel voltare indietro la vista
si vede il sentiero che mai si tornerà a calcare.
Viandante non c'è via,
ma scia sul mare.

IL PELLEGRINAGGIO , Stephen Alter

Ogni pellegrinaggio comincia con una domanda.
E’ un viaggio in cerca di risposte, non soltanto spirituali, ma fisiche, emotive, personali, e talvolta persino scientifiche. Si potrebbe semplicemente restarsene a casa e meditare sugli enigmi dell’esistenza, ma partire in pellegrinaggio implica un’indagine di carattere diverso, con cui ci si consegna corpo, mente e anima ai rigori di una ricerca che è, nel contempo, interiore ed esteriore. Per questa ragione è probabile che le nostre scoperte più importati siano quelle che trascendono sia la razionalità sia la religione e ci conducono oltre le convenzioni della fede così com’è vissuta nel quotidiano, rivelandoci il legame essenziale fra l’uomo e la natura.

MEDITARE CON L'OCEANO, Daniela

Semplicemente stare, davanti all'oceano...
Semplicemente respirare, con l’oceano…
Semplicemente essere…


LA PELLE SULLA TERRA, Capo Luther Orso in Piedi

Faceva bene alla pelle toccare la Terra e ai vecchi piaceva togliersi i mocassini e camminare con i piedi scalzi sulla sacra Terra... Il suolo aveva il potere di lenire, rafforzare, purificare e guarire.

 

UN LUNGO TUFFO NELL'ANIMA, Umberto Pellizzari

Da 0 a 100 metri e poi ancora più giù, a precipizio negli abissi: le pulsazioni rallentano, il corpo svanisce, ogni sensazione galleggia dentro nuove forme. Resta soltanto l'anima. Un lungo tuffo nell'anima che sembra assorbire l'universo. Ogni volta risalire è una scelta: sono io che torno a riappropriarmi della mia dimensione umana, metro dopo metro, per venire di nuovo alla luce. Spesso mi chiedono cosa c'è da vedere laggiù. Forse l'unica risposta possibile è che non si scende in apnea per vedere, ma per guardarsi dentro. Negli abissi cerco il mio io. E' un'esperienza mistica, ai confini col divino. Sono immensamente solo con me stesso, ma è come se mi portassi dentro tutta l'essenza dell'umanità. E' il mio essere umano che supera il limite, che si cerca fondendosi col mare, che si immerge in se stesso e si ritrova.

 

DI CORSA , Donna Farhi

Se siete convinti di non avere neanche dieci minuti da passare seduti tranquilli vuol dire che siete giunti a un disperato bisogno di starvene seduti tranquilli per dieci minuti. Quando ci sorprendiamo a correre o a mettere fretta agli altri che ci capitano a tiro, chiediamoci dov'è che andiamo, esattamente, così di corsa. Da che cosa scappiamo, verso che cosa corriamo? Fermati un attimo. Siediti e rilassati. Annusa l'aria. Guardati attorno. Inspira ed espira a fondo. Questo stato mentale detto Yoga non lo si trova da nessun'altra parte se non qui. Il momento presente ti si apre davanti: ti va di entrare?

 

INVECCHIARE, Omraam Mikhaël Aïvanhov

Il nostro corpo fisico è fatto di materia e poiché la materia è sottomessa al tempo, essa si logora, si sgretola, si disintegra. È ciò che noi chiamiamo “invecchiare” e le rughe, i capelli bianchi, i reumatismi e via dicendo, sono i segni evidenti di questo invecchiamento, il che non è certo una constatazione piacevole. Ma noi non siamo unicamente un corpo fisico e se il suo invecchiamento rientra nell’ordine naturale delle cose, interiormente, nulla ci obbliga ad invecchiare con esso. Non c’è quindi motivo di preoccuparsi tanto! Le persone che si rattristano fortemente per i segni dell’età che ogni giorno constatano davanti allo specchio, in generale, sono già invecchiate interiormente. Invece di preoccuparsi di alimentare ciò che in loro è caloroso e vivo – il loro cuore
– esse s’identificano con il proprio corpo, s’identificano con la materia. Ma è il loro cuore, non il loro corpo che fa di loro delle persone giovani o vecchie e se il loro cuore invecchia, è perché loro stesse glielo permettono. Per non invecchiare occorre mantenere vivo il proprio amore verso gli esseri e le cose, non perdere mai il proprio interesse e la propria curiosità per la vita che è là, tutto attorno, così ricca e abbondante.


LE DONNE , Swami Satyananda Saraswati
Se tutte le donne lasciassero questo mondo, esso diventerebbe un deserto. Non ci sarebbero più colori, profumi, sorrisi e bellezza.

 

MOUNA - IL SILENZIO, Swami Niranjanananda Saraswati

La parola mouna ha due significati. Il primo è silenzio. Imparare ad essere silenziosi è una pratica di pratyahara. La parola è un’espressione della forza pranica, dell’energia vitale.
Molta energia viene sprecata nel parlare. Se si analizzasse tutto ciò che si dice durante il giorno, si capirebbe che molto poco di quanto detto è stato costruttivo e di valore.
Più si parla e più energia pranica si perde; meno si parla più energia si conserva.
Quando, per esempio, si legge a voce alta per più di un’ora, poi ci si sente stanchi. Perché? Dopotutto si ha solo parlato, non si è fatto un lavoro fisico. La stanchezza è dovuta alla perdita di energia pranica. Quindi, se si riesce a controllare il parlare, si conserva energia vitale.
Mouna è importante anche durante i pasti in modo da conservare e dirigere l’energia pranica al sistema digestivo. Quando si pratica silenzio assoluto durante i pasti si nota il miglioramento della digestione.
Sperimentate!
Provate per un mese, non solo uno o due giorni, ad osservare il silenzio durante i pasti… poi tornate alla vecchi abitudine di chiaccherare e noterete la differenza a livello del sistema digerente.
Mouna è la regola negli ashram. E’ molto difficile da seguire ma coloro che riescono a farlo ne traggono un grande beneficio.
Il secondo significato di mouna è misura. Se si parla con misura le parole allora hanno potere. Mouna rappresenta uno stato di consapevolezza mentale. Prima di parlare si toglie la pula che circonda le parole e perciò si dice solo il necessario. Allora, con il tempo, il parlare diventa potente, valido.


PAURA, Swami Veda Bharati

Ogni volta che sviluppiamo un'idea dell'altro, di cui si ha paura, verso cui si prova rancore e contro cui si diviene rabbiosi quando incrocia la nostra strada, di cui si è gelosi quando vuole la stessa cosa che desideriamo per noi; questo altro, sia esso una persona di famiglia, un vicino di casa, una famiglia nei confronti di un'altra famiglia, o una persona che fa parte di un gruppo razziale, o di un gruppo religioso, linguistico - questo altro che può essere un paese o una nazione; ogniqualvolta si sviluppa il concetto dell'altro, verrà la paura. E ogni paura discende dalla paura di morire. E la paura di morire causa la morte. Ricordate quest'ultima frase: è la paura della morte che accelera la morte.

YOGA, Swami Satyananda Saraswati

C’era una volta un famoso scultore. Un giorno ricevette la visita di alcuni uomini che volevano vedere il suo lavoro. Egli li portò nel suo studio e mostrò loro numerose pietre che erano state solo parzialmente lavorate. Nessuno dei blocchi assomigliava a qualcosa di riconoscibile e non erano per niente belli. I visitatori erano delusi, si aspettavano di vedere sculture bellissime.
Lo scultore disse: “Qui è dove comincio a lavorare alle mie creazioni, ora andiamo nella prossima stanza”. I visitatori, nella stanza successiva, trovarono oggetti con una forma più definita. Infine, lo scultore li portò in una stanza dove mostrò loro squisite opere d’arte.
I visitatori ne furono deliziati ed affermarono di non aver mai visto sculture più delicate di quelle.
Lo scultore disse di non avere ancora terminato: dovevano ancora essere levigate prima di raggiungere la perfezione.
La graduale trasformazione che i visitatori videro nelle sculture è analoga a quella che avviene nella persona che pratica yoga. All’inizio il carattere è grossolano e manca qualcosa. Poi, con il tempo, l’attitudine verso la vita, sé stessi e gli altri, cambia. La sensibilità aumenta, comincia ad irradiare ciò che già era in lei. Lo yoga svela l’interiorità della persona nello stesso modo in cui lo scultore, lentamente, mostra la forma del suo lavoro. La forma è già nella pietra, lo scultore, semplicemente, toglie il materiale estraneo che la occulta. Nello stesso modo, il potenziale interiore esiste da sempre, lo yoga toglie le scorie per permettergli di mostrarsi.

PROBLEMI QUOTIDIANI ED EVOLUZIONE PERSONALE, Swami Satyananda Saraswati
Tutti i problemi che affronti nella vita, tutti gli alti e bassi sono dei mezzi per la tua evoluzione personale. Tutto ciò che affronti nella vita, sia piacevole che spiacevole, è veramente il mezzo per una consapevolezza più elevata. Ti aiutano sul serio.
Sebbene i disturbi mentali durante la pratica meditativa, durante la vita quotidiana, sembrino ostacoli, in realtà sono le cose che ti aiutano a diventare consapevole, a confrontarti e a rimuovere i blocchi che ti impediscono di volare ad una più alta consapevolezza.
E’ solo attraverso i tuoi nemici che puoi vedere le tue fobie.
E’ solo attraverso l’infelicità che puoi riconoscere segni di disarmonia in te stesso.
Senza i problemi quotidiani non tenteresti mai di superare gli ostacoli.
Tutti gli alti e bassi della vita quotidiana ti stimolano a superare le tue imperfezioni.
Riconosci i tuoi problemi e usa la vita quotidiana come mezzo per raggiungere la perfezione.

CAMBIARE SÉ STESSI, Omraam Mikhaël Aïvanhov
Certe persone vi sono ostili, e vorreste che cambiassero atteggiamento nei vostri confronti? Occupatevi prima di cambiare voi stessi. Per far sì che gli altri cambino comportamento, non bisogna combatterli. Cambieranno soltanto quando sentiranno che voi stessi siete cambiati, che da voi emanano luce, bontà, pace... È facendo un lavoro su voi stessi che costringerete gli altri a cambiare.
Bisogna iniziare vincendo i propri nemici interiori, e in seguito si riusciranno a vincere i nemici esteriori con la forza dell’esempio. Vedete bene che i dissensi, i battibecchi e le critiche non portano a niente... Allora, ogni volta che una situazione diventa difficile, cominciate a trovare un buon
atteggiamento; avrete in seguito abbastanza tempo per prendervela con gli altri, ma con la luce e con l’onnipotenza dell’amore.

L'ASINO, una storia dalla trazione Sufi…

Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo.
Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne. L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi.
Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo.
Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo. Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro il pozzo. L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.
Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando.

La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Se ti senti dentro un pozzo il segreto per uscirne consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.

Ricorda le cinque regole per essere felice:

1- Libera il tuo cuore dall'odio.
2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni.
3- Semplifica la tua vita.
4- Dà di più e aspettati meno.
5- Ama di più e ... accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.

 
SHIATSU
IL SENSO PROFONDO DELLO SHIATSU

Un giorno un uomo si recò da un vegliardo: "Maestro - lo pregò -dammi una medicina per far morire mia suocera lentamente."

Il maestro gli insegnò l'arte dello Shiatsu, fino a quando... "Puoi andare - lo esortò - ora conosci il modo per realizzare poco alla volta il tuo desiderio".
Dopo qualche tempo l'uomo tornò afflitto: "Maestro, non voglio più che mia suocera muoia! - lo implorò - dammi una medicina che la guarisca". "Ma è già guarita! - gli rispose il saggio - e sei guarito anche tu!"
In questa parabola é racchiuso il senso profondo di ciò che si intende per SHIATSU. Il nostro pragmatismo ci induce a vederlo solo come mezzo "alternativo" di guarigione, ma Shiatsu diviene realmente efficace, terapeutico, quando ci si dimentica della tecnica e ci si dedica all'altro con tenerezza e simpatia. Basti pensare all'efficacia delle cure materne che sono amorevoli e spontanee.